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  • L’Ulisse 24 – Riscrivere la natura / Attraversare il paesaggio
    Il numero XXIV de L’Ulisse è dedicato al tema Riscrivere la natura / Attraversare il paesaggio. Si è a lungo assunto, nella critica letteraria e filosofica del secondo Novecento, che il discorso sulla natura rappresentasse una forma regressiva o fosse diventato ormai impossibile in poesia. Nonostante il verdetto circa la “fine” o la “morte della natura”, la questione del rapporto dialettico tra natura e storia, natura e cultura, tra scienze naturali e letteratura, ha continuato tuttavia ad attraversare in forma carsica la tradizione del secondo Novecento, dentro, dietro e attraverso il paesaggio, per tornare infine di prepotenza nell’ultimo decennio al centro dell’immaginario, alla luce dei dibattiti sul cambiamento climatico e la crisi ecologica, l’antropocene e gli effetti geologici delle nostre forme di vita. Oltre l’idillio bucolico, la natura come risorsa da dominare, l’immagine museale del paesaggio da conservare o dell’ambiente da proteggere quale riserva, emerge ora nella scrittura e nell’arte contemporanea più avvertita la consapevolezza di una pluralità di legami che connettono tra loro forme di vita differenti, ecosistemi, tecnologie, frammenti di natura e storia. La natura, le nature, in forma plurale, ibrida, frammentata, tornano così ad essere focali anche nel mondo dell’espressione, e a interrogarci frontalmente sull’ontologia dell’attualità, sulla direzione delle trasformazioni radicali e inedite cui stiamo andando incontro collettivamente e individualmente.
  • L’Ulisse 23 – Metamorfosi dell’antico
    Il numero XXIII de L’Ulisse è dedicato, nella parte monografica, alle “Metamorfosi dell’antico”, con l’intento di esplorarne l’evenienza (i modi nei quali essa consiste, prende voce) e lo spettro delle sue reviviscenze, nelle scritture del nostro tempo. Al di là di ogni classicismo o mero citazionismo, ci interessava indagare come figure dell’antico – inteso in senso lato – tornino in forma nuova, ibridata, quali immagini di movimento, formule di pathos della poesia contemporanea, nel suo rapporto con altre modalità di espressione.
  • L’Ulisse 22 – Lirica e Società / Poesia e Politica
    Il numero XXII de L’Ulisse è dedicato, nella parte monografica, al tema “Lirica & Società / Poesia & Politica”. A sessant’anni di distanza dal Discorso su lirica e società di Adorno, possiamo ancora affermare che “il prodotto lirico è sempre anche l’espressione soggettiva di un antagonismo sociale”? E che nella poesia più avvertita si esprimerebbe una “reazione alla reificazione del mondo”, se non “il sogno di un mondo in cui le cose stiano altrimenti”? Oppure la mutazione radicale del panorama sociale impone un ripensamento anche del ruolo della poesia e del suo legame con l’universale? E se potessimo ancora guardare alla “poesia come meridiana della filosofia della storia”, quali direzioni ci indicherebbero le scritture contemporanee?
  • L’Ulisse 21 – Saggi in versi, saggi poetici, lyrical essays: forme ibride e innesti nelle scritture contemporanee
    Il numero XXI de L’Ulisse è dedicato, nella parte monografica, al tema Saggi in versi, saggi poetici, lyrical essays: forme ibride e innesti nelle scritture contemporanee. Abbiamo chiesto ad un nutrito gruppo di saggisti di indagare sulla rilevanza nelle scritture contemporanee, in particolare di poeti, di modalità poetico-saggistiche ibride quanto alla forma e al contenuto, che si muovano tra riflessione filosofica, memoir, critica d’arte, pamphlet politico, manifesto teorico, combinando variamente prosa, versi, immagini. Si tratta di un fenomeno che nell’ultimo decennio ha assunto sempre più peso, per certi versi incrociando le questioni dell’autofiction cui è stato dedicato il numero precedente, ma che merita di essere tematizzato autonomamente da un punto di vista critico e anche nell’ottica della teoria dei generi letterari.
  • L’Ulisse 20 – Poesia, autofiction e biografia
    È possibile applicare la nozione narratologica di autofiction nell’indagine del testo poetico, nell’esplorazione del nesso tra persona biografica, poeta e autore? La scrittura poetica, in quanto invenzione di una voce, include un elemento inevitabilmente finzionale? La dimensione esperienziale e biografica è un dato presupposto dalla scrittura, o è in qualche modo anche il risultato di strategie volte a costruire un’immagine di sé, ad articolare una voce? In che senso la poesia può essere autobiografica: si tratta di rappresentazione di una biografia esistente, o piuttosto di un atto performativo, che presenta un soggetto non altrimenti esistente? Applicare queste categorie, potrebbe consentirci di dislocare la questione dell’io e del soggetto rispetto agli schemi usurati che oppongono poesia lirica e non lirica? Che contributo potrebbe portare l’applicazione di queste categorie alla lettura di testi della tradizione novecentesca e delle scritture contemporanee?
  • L’Ulisse 19 – Forme ed effetti della scrittura elettronica
    Il numero 19 de L’Ulisse intende indagare gli effetti del word processing, e più in generale dell’ambiente elettronico e della rete, sulle strutture stilistiche, retoriche, verbo-visive e macrotestuali delle scritture poetiche e narrative contemporanee. Sono individuabili, a tale proposito, forme inedite o ibride, che non si lascino spiegare se non in riferimento all’interazione con i nuovi media? Vi sono fenomeni di lunga durata, legati alla persistenza di forme tradizionali, ed eventualmente alla loro reviviscenza grazie alle tecnologie attuali? Si tratta di un territorio d’indagine ancora per lo più inesplorato e trasversale, rispetto al quale il numero presenta una prima, parziale incursione, che ci è parsa necessaria poiché a nostro avviso tale problematica coinvolge le scritture contemporanee nel loro complesso, su diversi fronti, e nei prossimi anni dovrà impegnare intensamente la critica, i cui paradigmi sono ancora tarati per lo più su un contesto precedente. Un territorio che richiede indagini che prendano in esame nuovi generi, modalità inusuali di frequentare i generi tradizionali, ed anche eventualmente pratiche di scrittura nate direttamente dalla rete.
  • L’Ulisse 18 – Poetiche per il XXI secolo
    Forse, accanto al Novecento, abbiamo visto avvenire la scomparsa delle Poetiche: a indicazione di un affrancamento dalla “dittatura della teoria”, e a segno di un nuovo empirismo ,un pluralismo nel modo delle scritture – altri, in questa “caduta”, leggono il sintomo di un farsi povero del dibattito letterario. Negli anni, se ne è parlato, diffusamente, come se uno dei fenomeni che ci distanziano dal passato fosse giusto il fatto che il dibattito (le maniere del), entro cui si erano incontrati e divisi individui o gruppi per tutto lo scorso secolo, non avesse più centralità o si fosse definitivamente esaurito.
  • L’Ulisse 17 – Mappe del nuovo. Percorsi nella poesia contemporanea.
    Con il numero del decennale abbiamo pensato di mettere a tema un aspetto centrale del nostro lavoro, provando a verificare un’ipotesi sottesa a molte delle nostre indagini: vale a dire, se effettivamente i mutamenti in corso nella scrittura poetica di questi anni stiano dando luogo a uno spazio trasversale, non più leggibile secondo le categorie critiche consolidate nella mappatura delle scritture poetiche contemporanee. E questo nella convinzione che insistere ulteriormente nell’applicazione delle contrapposizioni, che hanno strutturato a lungo il campo poetico italiano, tra tradizione e avanguardia, lirica e antilirica, possa finire per oscurare e rendere illeggibili fenomeni che ci stanno sotto gli occhi, nei quali già si percorrono strade in cui limpidezza e sperimentazione trovano punti di equilibrio insospettati.
  • L’Ulisse 15 – La forma del poema
    Il numero 15 de L’Ulisse prosegue il ciclo di indagini sulle metamorfosi delle forme e dei generi poetici contemporanei dedicate nei numeri scorsi al teatro di poesia (n. 9-10), alla lirica (n. 11) e quindi alla prosa poetica (n. 13). Mettendo a tema questa volta “La forma del poema” non ci siamo interrogati però solo sulle mutazioni contemporanee dell’epos. L’attenzione per l’organizzazione poematica del discorso in versi, infatti, ci pareva offrire un punto d’osservazione privilegiato su quel fenomeno di incrocio dei generi che è sempre più avvertibile nella poesia contemporanea e che muove da un’esigenza diffusa di allargamento degli orizzonti di ciò che può essere detto in poesia. Per questo motivo L’Ulisse si rivolge sia alla diversificata fenomenologia delle strutture poematiche (poema, poemetto, long poem, romanzo in versi, serie, ciclo, sequenza per frammenti) sia all’organizzazione macrotestuale del libro e dell’opera di poesia, con un attenzione privilegiata per gli ultimi tre decenni.
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